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Golfo Aranci, tre indagati per il naufragio dell’Alemax II

La Procura chiude le indagini sul naufragio costato la vita a Diome Mandè

Golfo Aranci, tre indagati per il naufragio dell’Alemax II
Golfo Aranci, tre indagati per il naufragio dell’Alemax II
Andrea Baragone

Pubblicato il 04 April 2025 alle 09:03

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Golfo Aranci. A un anno e mezzo dalla collisione tra la motonave Sharden della compagnia Tirrenia e il peschereccio "Alemax II", la Procura di Tempio ha chiuso le indagini preliminari. Nell’incidente, avvenuto la notte del 10 agosto 2023 al largo di Capo Figari, perse la vita il marinaio senegalese Diome Mandè, 41 anni, conosciuto da tutti come “Mandi”, mentre il comandante del peschereccio Mario Langiu, allora ventottenne, riuscì a salvarsi.

Il fascicolo d’inchiesta, condotto dal procuratore Gregorio Capasso e dal sostituto Mauro Lavra, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre membri dell’equipaggio della nave passeggeri: Luigi Coppola, comandante della Sharden; Mimmo Ceserale, secondo ufficiale di coperta; e Giacomo Mereu, marinaio timoniere. Le accuse a loro carico sono naufragio, omicidio colposo e omissione di soccorso. È stata invece chiesta l’archiviazione per Mario Langiu, inizialmente indagato.

Secondo la ricostruzione della Procura, la Sharden avrebbe violato alcune norme internazionali sulla sicurezza della navigazione, non mantenendo una corretta vedetta visiva, non utilizzando in modo adeguato la strumentazione di bordo e procedendo a una velocità superiore rispetto a quella prevista in uscita dal porto di Olbia. Tali condotte avrebbero determinato lo scontro con il peschereccio e il suo affondamento.

La collisione, avvenuta alle ore 23:07, si sarebbe consumata in buone condizioni meteo. Al momento dell’impatto, il comando della nave era affidato al secondo ufficiale Ceserale, che avrebbe interpretato la forte vibrazione avvertita come il passaggio su un’onda anomala. Solo alle 23:14, il comandante Coppola fu informato dell’impatto dalla Capitaneria di porto, ma, secondo la Procura, non diede subito l’ordine di inversione di rotta per soccorrere l’equipaggio dell’Alemax II. La Sharden tornò nel punto dello schianto solo alle 23:53, quasi un’ora dopo la collisione.

«Dobbiamo ancora leggere gli atti dell’indagine, dopo di che valuteremo come procedere», ha dichiarato l’avvocato Simone Vernazza, difensore di Mimmo Ceserale, come riportato da La Nuova Sardegna. Gli altri due indagati sono difesi dagli avvocati Alfredo De Filippis e Lucio Della Pietra per il comandante Coppola, e Umberto Argiolas per Mereu. Mario Langiu è assistito dall’avvocato Michele Pilia, che ha sempre sostenuto la tesi dell’omissione di soccorso da parte della nave passeggeri nei confronti del suo assistito.

La tragedia aveva profondamente colpito la comunità di Golfo Aranci, dove Mandi era ben conosciuto. Nelle ore successive alla collisione, era stato dato per disperso, ma già da subito si era temuto il peggio. Il relitto del Alemax II fu individuato grazie all’ausilio di un robot subacqueo della Marina militare, impiegato su richiesta della Procura. Il 19 novembre 2023, nelle acque di Capo Figari, era entrata in azione la nave Anteo del Comsubin, con sommozzatori e palombari specializzati giunti da La Spezia.

Alla missione partecipò anche il procuratore Capasso. Il corpo di Diome Mandè fu rinvenuto sul fondale a una profondità di 89 metri, adagiato in posizione prona. Le operazioni di recupero furono rese difficoltose dalle condizioni meteomarine, ma si conclusero il 27 novembre, con la salma riportata in superficie