Saturday, 05 April 2025
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Pubblicato il 04 April 2025 alle 14:50
Tempio Pausania. Cantieri in attività, ma con troppe ombre. È quanto emerge dalle segnalazioni del Coordinamento Gallura contro la speculazione Eolica e Fotovoltaica, che da mesi conduce un’attività di monitoraggio sui lavori per la realizzazione di impianti fotovoltaici nel territorio di Tempio. Secondo quanto riportato, sarebbero stati individuati circa 40 operai di origine asiatica, principalmente filippini, impiegati in condizioni irregolari, all’interno di un sistema caratterizzato da società inattive, appalti poco trasparenti e mancanza di presidi aziendali sul territorio.
Il gruppo civico ha incrociato dati societari, cartelli di cantiere, documenti pubblici e visure camerali, rilevando che molte delle aziende coinvolte nei lavori risultano costituite tra il 2021 e il 2024, senza unità locali a Tempio, non attive in visura, e con amministratori titolari di decine di posizioni personali aperte. A tutto questo si aggiunge, secondo il Coordinamento, l’assenza di dati sulla media occupazionale e l’affidamento dei lavori a manodopera esterna in presunta violazione del D.lgs 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Dopo aver raccolto informazioni sulle condizioni degli operai, il Coordinamento ha presentato un esposto all’Ispettorato del Lavoro nei mesi di luglio e agosto 2024, chiedendo accertamenti sulle condizioni operative nei cantieri, sulla regolarità dei contratti e sulle modalità di assegnazione degli appalti e subappalti. La situazione è stata poi resa pubblica durante un’assemblea cittadina il 29 marzo 2025, durante la quale è stato chiesto un intervento diretto al sindaco di Tempio Pausania, Gianni Addis.
Sul caso è intervenuta anche la Cisl della Gallura con un duro comunicato a firma del segretario generale Bruno Brandano, diffuso il 3 aprile: «A Tempio, dietro l’apparente modernità di un grande impianto fotovoltaico, si è scoperta una realtà fatta di sfruttamento, subappalti opachi e totale assenza di ricadute positive per il territorio. Lo sfruttamento di decine di lavoratori in nero è il segno evidente di un modello d’impresa che non serve alla Gallura: un sistema che raccoglie incentivi pubblici, aggira le regole e lascia dietro di sé solo precarietà».
Brandano ha ribadito che «chi sceglie di investire qui deve farlo nel rispetto delle persone e delle comunità. Altrimenti non si parla di sviluppo, ma di saccheggio sociale», chiedendo maggiore trasparenza lungo tutta la filiera degli appalti e l’attivazione di controlli sistematici da parte delle istituzioni.
«La Cisl farà la sua parte, con le denunce, la contrattazione e la proposta. Non possiamo restare in silenzio davanti a chi calpesta la dignità delle persone in nome del business. La legalità – conclude Brandano – non è un’opzione, è la condizione minima per investire in questo territorio».
Il caso di Tempio Pausania rilancia dunque il tema della qualità dello sviluppo legato alle energie rinnovabili, sollevando interrogativi su come e da chi venga gestita la transizione ecologica, e sulle garanzie offerte alle comunità locali.
(Tutte le foto sono state gentilmente concesse dal Coordinamento Gallura contro la speculazione Eolica e Fotovoltaica)
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